Parrocchia
Oratorio
Francesco di Paola
Guardare avanti insieme
Nel 2028 la nostra parrocchia compirà sessanta anni. Quando è nata era periferia oggi è nel cuore di Gioia Tauro. La città è cresciuta al punto che Mons. Luciano Bux ha voluto erigere la quarta Parrocchia.
Tantissimi i sacerdoti passati dalla nostra Parrocchia, soprattutto nel passato, ma solo pochi parroci, io sono il quarto. Ha iniziato tutto Mons. Albino Caratozzolo, di venerata memoria, ed è rimasto parroco per quasi cinquant’anni; una breve parentesi ha visto come parroco don Antonio Scordo; successivamente, per quattro anni, don Pasquale Cristiani e i Salesiani e da agosto 2021 sono io a continuare il cammino e a servire questa Comunità.
In questi cinque anni sono cambiate tante cose non solo nella Città ma anche all’interno della nostra comunità. La continuità di un cammino ha generato nuovi assetti ed è normale che questo sia accaduto e continui ad accadere perché è segno di un corpo vivo che vive e costruisce la storia.
Meglio o peggio? Ai posteri l’ardua sentenza, direbbe Alessandro Manzoni. Un corpo che non muta non cresce e non crescendo non cambia perciò non è il tempo di fare bilanci ma di guardare avanti e di guardare oltre il già acquisito per continuare il cammino della vita e in essa vivere la fede. 

Il tessuto della società non è più cristiano e questo è un fatto che richiama un aspetto importante della vita. I canali della trasmissione della fede non sono più quelli di un passato ormai remoto. Non è più il tempo di Benedetto Croce che leggeva la sorte ultima della civiltà occidentale nel saggio “Perché non possiamo non dirci cristiani”. Oggi si è cristiani per scelta e quanto più questa è radicata nella coscienza tanto più è incarnata nella storia. Un cristianesimo non più fatto di pie pratiche ma riverbero del Vangelo conosciuto e vissuto con la Chiesa nella società.
Se manca la scelta il rischio è di vivere ancora le pratiche della fede come un dovere e non come la gioia di un incontro con Cristo; Di relegare la pratica religiosa al tempo libero o peggio al tempo perso o peggio ancora l’impegno cristiano a hobby.
Siamo chiamati a scegliere e quanto più si conosce il Vangelo nella Chiesa tanto più e tanto meglio si è capaci di scegliere e resistere all’urto di chi ha più mezzi e possibilità di deviare la vita nell’abbaglio del progresso illusorio. Proprio per venire incontro al nuovo che avanza quest’anno in Quaresima non proporrò le classiche catechesi ma tre incontri che occuperanno il pomeriggio delle prime tre domeniche in un percorso di esperienza della bellezza della fede. Una proposta aperta a tutti perché la Comunità famiglia di famiglie è formata da giovani e da adulti. Mi è stato detto che essendo domenica non verrà nessuno. Voglio correre il rischio di fallire ma non voglio rimanere spettatore dello sgretolamento della società nella quale viviamo e operiamo.
Non c’è la vita è la fede. C’è la persona credente che vive la propria fede nella Comunità e nel concreto della storia presente gettando semi buoni per quella che sarà il futuro della società e io voglio essergli accanto.
Don Natale Ioculano
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(don Bosco)
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