Parrocchia
Oratorio
Francesco di Paola
Prendere parte: l'Oratorio
Lungi da me il pensare che con l’assemblea abbia risolto tutti i problemi della comunità e che io abbia terminato il mio compito di servire la comunità. Chi ha partecipato e anche chi ha avuto la pazienza di leggerne il contenuto nel libretto “dall’essere parte al prendere parte” ha ricevuto degli spunti ed è stato chiamato ad accogliere l’invito a coinvolgersi nel processo di crescita della Comunità, a offrire il proprio contributo per fare passi significativi in avanti. La comunità perfetta non esiste né da noi né altrove. Una comunità non si trova già pronta. Essa si costruisce accogliendo le domande della vita e rispondendo a esse col cuore plasmato dall’amore di Dio.
Prendere parte alla Comunità è amare la verità della vita. Questa contiene gli sviluppi che sarà e chiede di essere coltivata perché il potenziale che è in essa diventi realtà. Ognuno perciò è invitato a fare la propria parte. Non tutti possiamo e dobbiamo fare tutto. Il Beato Pino Puglisi diceva che se ognuno fa qualcosa insieme possiamo fare molto.
Vorrei partire proprio dall’Oratorio. Come detto più volte la mia idea di Oratorio si rifà all’esperienza che ho fatto in esso quando ero a Milano. L’oratorio era il cuore vitale della parrocchia, il punto di incontro di giovani e di famiglie, luogo di iniziative e di attività di molti per tutti. Il nostro Oratorio ha queste potenzialità ma, purtroppo, esse da sole non si svilupperanno mai.

Chi non conosce il nostro Oratorio lo invito a frequentarlo nei giorni che accoglie i tanti ragazzi che arrivano al cosiddetto cortile (giovedì, venerdì e sabato dalle 16,30 alle 19,00 circa). Il cortile accoglie quanti arrivano e gli Animatori, ispirandosi al Sistema Preventivo di don Bosco, attraverso il gioco propongono uno stile di vita. Gli animatori sono supportati dai pochi adulti che credono nell’Oratorio e offrono un po’ del loro tempo per il bene dei ragazzi.
Il cortile però è solo una piccola parte del potenziale che l’Oratorio ha. Oggi mancano i laboratori. Quando sono arrivato in Parrocchia, nel 2021, questi erano per lo più portati avanti da alcuni animatori ma, come sempre accade, quando i ragazzi passano dalle medie superiori all’università non hanno più la disponibilità di tempo che avevano e ogni volta si deve come ricominciare da zero. Se i laboratori, invece, fossero portati avanti da giovani papà o da giovani mamme avremmo una maggiore continuità e l’Oratorio offrirebbe più opportunità di accogliere e accompagnare tanti ragazzi e ragazze nell’espressione dei loro talenti.
Cari papà e care mamme giovani lasciatevi pro-vocare, cioè interpellare, dalla vita e offrite il vostro contributo, gli ambiti sono tanti e in essi sicuramente c’è qualcuno che valorizza i vostri talenti. Stare solo a guardare non costruisce né l’oratorio e nemmeno la storia, vi assicuro che è più bello esserne protagonisti.
Don Natale Ioculano
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(don Bosco)
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