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Parrocchia San Francesco

Gioia Tauro
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Parrocchia
Francesco di Paola
Verso l'assemblea
È sempre più diffusa una mentalità che privilegia la produttività a scapito dell’identità della persona. Si corre sempre. Si è super impegnati. Non si ha mai tempo a sufficienza. Per ottenere cosa?
 
Chi ci perde in tutta questa frenesia è la persona, la sana relazione con l’altro e con gli altri. Si privilegia l’io a scapito del noi eppure viviamo in una società, siamo parte della stessa società. Pur essendo parte della società in cui viviamo, figli di questo tempo, deleghiamo spesso ciò che spetta propriamente a ciascuno, e non prendiamo parte a costruirla.
 
Sin da ragazzo mi ha spronato a impegnarmi un pensiero non mio ma che ho ritenuto sempre vero: la storia o la fai oppure la subisci. Così ho cercato sempre di mettermi in gioco, a essere parte della storia che comunque mi appartiene.
 
Della Parrocchia, per svariati motivi e varie situazioni, prima o poi si ha bisogno. La parrocchia viene incontro nel bisogno perché è viva sempre, anche quando l’altro se ne dimentica.
 
Un semplice ragionamento. Molti dopo il matrimonio si avvicinano alla parrocchia per il battesimo dei figli. Dal momento del matrimonio al battesimo passano circa due tre anni; dopo il battesimo ci si avvicina nuovamente per la prima comunione e sono passati circa dieci anni; per la cresima se la si riceve all’età di tredici anni, da dopo la prima comunione passano ancora tre anni, se, come per molti, la si riceve prima del matrimonio o perché si deve fare da padrini il tempo si dilata moltissimo. Ora l’intermittenza della frequenza non tiene conto di un fattore importante che la parrocchia continua il suo cammino e si evolve a prescindere dalla frequenza della singola persona. Essa continua il suo cammino rispetto a chi si ferma e questi, nel momento in cui torna, rimane indietro rispetto a quando si era fermato. La tipica frase di chi non frequenta: “prima la chiesa non era così”. Si è vero, non era così, ma dico pure per fortuna che non si è fermata. Se si fosse fermata non avremmo un corpo vivo che continua la sua presenza e il suo servizio nel tempo. Mi domando: non sarebbe stato più bello camminare insieme?

Essere parte della parrocchia non è sufficiente. Per dire di appartenere alla parrocchia bisogna anche prendere parte del cammino che essa fa nel tempo e collaborare responsabilmente per il suo sviluppo.
Don Natale Ioculano
"L'educazione è cosa di cuore"
(don Bosco)
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